Università degli studi di Catania - Facoltà di Ingegneria - Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura
Autore: Carmelo Cesare Schillagi
Relatore: Prof. Ing. Sebastiano D'Urso
Co-relatore: Ing. Alessandro Lo Faro
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Inquadramento Socio-Territoriale
- Strumenti Urbanistici
-- Piano Territoriale Provinciale
La redazione del Piano Territoriale Provinciale (PTP) è prevista della legge regionale 9/86, che istituisce in Sicilia la Provincia Regionale. La Provincia regionale di Catania si è munita del relativo schema di massima nel 2001, aggiornato ufficialmente nel 2004 e ripreso nel 2009, ma non ancora perfezionato dall’approvazione. Nonostante tale strumento urbanistico non abbia raggiunto una forma definitiva, vale la pena analizzarne le intenzioni dichiarate negli elaborati grafici e nei documenti fin qui prodotti (1) .
Il PTP si configura come un piano d'area vasta, di livello intermedio tra comuni e regione, avente la funzione di:
- individuare gli indirizzi generali di assetto del territorio attraverso le principali vie di comunicazione;
- risolvere i problemi di localizzazione delle attrezzature di rilevanza sovracomunale;
- recepire le direttive o le prescrizioni dei piani settoriali regionali;
- coordinare le azioni prefigurate dai nuovi programmi di politica economica, dai piani settoriali provinciali e dai piani urbanistici di livello inferiore, attraverso un'adeguata e rigorosa interrelazione trasversale;
- indicare i sistemi dei servizi, le infrastrutture, i parchi, le riserve naturali e le altre opere pubbliche sovracomunali;
- determinare le prescrizioni e i vincoli prevalenti nei confronti degli altri piani del territorio provinciale (o sub-provinciale) e dei piani di livello inferiore.
Il PTP lavora entro i limiti della Provincia stessa e pertanto non vi è alcuna corrispondenza con gli ambiti individuati dal PTPR. Il piano provinciale di Catania si sviluppa sulla base della distinzione di tre aree di riferimento con stretta relazione ai confini comunali dei paesi interessati:
1) Area pedemontana jonica
2) Area metropolitana
3) Area calatina
Il territorio di Motta Sant’Anastasia ricade per intero all’interno dell’area metropolitana e pertanto non possiede collegamenti diretti con il calatino e l’area pedemontana jonica.
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Individuazione delle aree all’interno del territorio provinciale catanese: pedemontana in verde, metropolitana in blu e calatino in rosso. Comune di Motta Sant’Anastasia in giallo. |
Le problematiche affrontate dal PTP, così come emerge dagli elaborati testuali e grafici, riguardano quattro aree tematiche: Mobilità, Valenze socio-culturali, Ambiente, Economia. Di seguito riporteremo le letture e le indicazioni progettuali che riguardano Motta più da vicino.
Mobilità
La Provincia si è premurata di individuare le principali direttrici di mobilità esistenti che riguardano l'intero territorio provinciale e le interazioni con le altre province siciliane. Quelle che lambiscono l’area di Motta Sant’Anastasia e, quindi, possono interessare l’area d’intervento, sono:
- la jonica, lungo la costa del mar jonio, delimitata a nord ed a sud rispettivamente dai territori provinciali di Messina e Siracusa. Interagisce con essa, trasversalmente, la mobilità pendolare dell'Area metropolitana catanese (da e per la zona Etna-sud);
- la perietnea, tutt'attorno al vulcano Etna, da Catania a Riposto per Misterbianco, Paternò, Adrano, Bronte, Randazzo, Linguaglossa;
- la est-ovest, di collegamento con il centro e la parte occidentale dell'Isola, che si dispiega solo in minima parte nel territorio della provincia catanese, delimitata dal mar jonio e dal territorio della provincia di Enna;
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Schema concettuale riguardante le direttrici di collegamento intraprovinciali. Fonte: PTP |
Il capitolo relativo alla mobilità si conclude con la definizione delle linee strategiche d’intervento, riassunte nel seguente diagramma.
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Linee strategiche d’intervento della mobilità nella provincia regionale di Catania. |
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Linee strategiche d’intervento della mobilitànella provincia regionale di Catania. |
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Schema delle principali relazioni suggerite dal Corridoio Meridiano. Fonte: immagine riportata dal PTP. |
Il territorio della provincia di Catania conserva in ogni porzione di territorio memorie tangibili di antiche civiltà che oggi possiamo leggere attraverso i resti di costruzioni civili, militari e funerarie.
La valorizzazione di tale patrimonio rappresenta un tassello imprescindibile del Piano: è un occasione di arricchimento culturale, ma è anche un’importante opportunità economica, traino dell’intera offerta turistica siciliana.
Nell'ambito del PTP l'obiettivo primario è quello di evidenziare alcune imprescindibili esigenze e farle collidere con valutazioni di altra natura.
Emerge l'esigenza di formare una rete omogenea ed articolata che coordini i numerosi siti di interesse culturale sparsi sul territorio.
La Provincia regionale di Catania intende indicare le priorità di intervento e la normativa d'uso di tali beni per migliorarne la fruizione ed arricchire ogni sito di infrastrutture di servizio volte a rendere agevoli le visite .
Lo schema di massima rielabora per insiemi omogenei le proposte da mettere in atto all'interno del PTP: Beni archeologici, Beni architettonici, Beni museali, Centri storici, Beni librari.
Nella aggiornamento del 2004. viene immaginato un sistema di percorsi tra i principali siti archeologici. Tali itinerari “esclusivamente” rivolti all’offerta archeologica, penalizzano i centri come Motta Sant’Anastasia che, pur non potendo vantare la presenza di beni archeologici di interesse, dovrebbero essere nominati di diritto nell’itinerario dei castelli.
1) Itinerario degli Iblei
2) Itinerario della Valle dei Margi
3) Itinerario degli Erei
4) Itinerario dei Castelli
5) Itinerario etneo
6) Itinerario Catania
7) Itinerario Riviera dei limoni
Per il resto l’unica menzione riferita al paese di Motta Sant’Anastasia ricade all’interno del gruppo dei beni architettonici e serve a conferire priorità al possibile intervento. Si riporta la nota:
«Motta Sant’Anastasia: complesso dei monumenti della “motta” compresi entro la cinta muraria (torre, chiesa, case, mura, porte, strade).»
Le linee strategiche sugli elementi con valenza socio-culturale della provincia di Catania passano principalmente per una fase di conoscenza e catalogazione. Tale scelta risponde agli obiettivi primari del PTP, ovvero mettere a sistema tutte le informazioni in nostro possesso e quindi provare a leggere il territorio per indirizzare gli sviluppi futuri.
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Schema riguardante le linee di intervento in ambito socio-culturale. Fonte: PTP, schema di massima 2004. |
In campo ambientale il Piano si occupa da una parte delle emergenze naturalistiche e dall’altra di un insieme di criticità come i dissesti idrogeologici o il processo di smaltimento dei rifiuti. In entrambi i casi viene prevista un’adeguata rete di vincoli.
L’aspetto che maggiormente interessa il territorio mottese secondo il PTP riguarda i dissesti idrogeologi. L'analisi dello stato di fatto nella provincia di Catania è condotta distinguendo tra rischio idraulico e rischio di frana, fenomeni dichiarati dalla comunità scientifica, appunto, come dissesto idrogeologico: «In particolare vengono studiate sia le manifestazioni legate all'azione distruttiva dell'acqua (alluvioni, piene, esondazioni, etc.) sia quel complesso di fenomeni che pur avendo l'acqua come motore, coinvolgono movimenti superficiali di terreno» (5).
All'interno del territorio provinciale ricadono parzialmente sei bacini principali: Acate, Alcantara, Benante, Gela, S. Leonardo, Simeto. Motta accoglie al suo interno parte dell’alveo fluviale del Simeto, ma in via del tutto marginale e per tele motivo non risulta particolarmente coinvolto dai fenomeni legati alla regimentazione delle acque superficiali.
Il territorio provinciale è interessato da 310 sistemi franosi, di cui 111 vengono considerati stabilizzati, 166 sono quiescenti e 32 attivi. Di particolare rilievo è la situazione che interessa il comune di Motta Sant’Anastasia. A tal proposito il Ptp riporta le indicazioni del Piano Straordinario per l’Assetto Idrogeologico (6):
« Sono state cartografate n. 3 frane. Il territorio comunale, nonostante la morfologia piuttosto blanda, risulta interessato a tratti da fenomeni di erosione e di instabilità più o meno evidenti e accentuati, favoriti dalla litologia dei terreni affioranti e dalle vicende geologiche subite. La presenza infatti su vaste aree di terreni argillosi plastici ricoperti da depositi incoerenti permeabili, in cui ha sede una circolazione idrica, determina le condizioni predisponenti al dissesto. Questo si manifesta allorquando intervengono cause innescanti, quali un sensibile aumento del grado di imbibizione dei terreni, nonché un aumento dei carichi apposti su di essi e l'esecuzione di sbancamenti che creano condizioni di disequilibrio dei pendii. La presenza d'acqua nei depositi detritici grossolani sovrapposti alle argille determina condizioni di imbibizione e conseguente plasticizzazione di queste ultime. I deflussi sorgentizi che scaturiscono alla sommità dei pendii contribuiscono nel determinare la costante imbibizione dei terreni argillosi .Per quanto riguarda il centro abitato l'incremento dell'edificazione alla sua periferia ha determinato locali sovraccarichi che possono avere influito sull'equilibrio naturale dei pendii sottostanti, comportando movimenti di masse più o meno accentuati. I lavori di sbancamento realizzati lungo i pendii influiscono certamente nel determinare un turbamento del predetto equilibrio. Gli esempi più vistosi di questo genere di fenomeni si rilevano sul versante orientale dell'abitato e lungo il pendio sottostante che degrada verso il Vallone dei Sieli. Le evidenze sono rappresentate da crepacciature più o meno ampie sui pendii costituiti da terreni argillosi e da fessurazioni sui muri di contenimento dei materiali sciolti che ricoprono le argille. Nell'insieme si configurano delle aree più o meno estese e contigue soggette a lenti movimenti di masse di terreno verso il fondo valle. Dette aree sono state già da tempo riconosciute e soggette a vincolo idrogeologico.Il PTP propone una serie di interventi da eseguire in condizioni di emergenza nelle varie aree analizzate, strettamente legate ad una classificazione per tipologie di frane: frane di crollo, di scivolamento (n. 5 interventi previsti per Motta), di colamento, miste, di degradazione superficiale del suolo, esondazioni.
Da segnalare, sempre nell'ambito dei fenomeni geomorfologici, le forme di intensa erosione a calanchi di contrada Sieli -Valanghe d'inverno che creano un paesaggio brullo e inospitale, il quale prelude a forme di grave dissesto se non si interviene con sistemazioni adeguate, idonee a frenare i processi erosivi. Tali fenomeni, anche se molto meno accentuati per la differente natura dei terreni, si riscontrano al limite settentrionale del territorio lungo l'allineamento collinare che delimita a sud la vallata di Misterbianco. In data 2 agosto 1999, il Comune di Motta S. Anastasia comunica che tra i movimenti franosi quello più significativo si è verificato nel 1983 ed ha interessato tutto il costone ad iniziare dall'ingresso cittadino (nei pressi del cimitero) fino a sud (Via Vittorio Emanuele). Detto fenomeno è stato oggetto d'intervento di sistemazione idraulico-valliva ad opera della Regione Siciliana, con la realizzazione di pozzi drenanti e muri di contenimento con tiranti. L'ultimo evento franoso, in ordine di tempo, si è verificato nel 1996 ed ha interessato l'abitato all'altezza del cimitero comunale sulla strada provinciale all'innesto con C.so Sicilia. In corrispondenza di detta zona si notano avvallamenti e deformazioni del manto stradale che denunciano uno stato di dissesto dovuto presumibilmente anche all'infiltrazione di acque meteoriche, ma che comunque segnano l'elevato rischio cui è posta la zona. »
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Scheda riepilogativa delle categorie di intervento relative ai diversi tipi di frana. Fonte: PTP |
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Localizzazione della discarica di contrada Tiritì rispetto il centro abitato ed i confini comunali |
Negli ultimi anni le problematiche legate all’impianto mottese si sono via via ampliate in ordine a presunte irregolarità nella localizzazione ed alla cattiva gestione del ciclo dei rifiuti. Il casus belli che ha mosso parte della popolazione mottese e misterbianchese è arrivato con una nota dell’ARPA (7) (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) del 26 luglio 2011: la struttura territoriale di Catania ha annunciato il superamento del limite di attenzione in merito alle polveri sottili. Sebbene i controlli successivi abbiano dimostrato il rientro nella norma di tali valori, gli animi all’interno degli enti comunali non si sono smorzati, tanto da arrivare a paventare il ritiro in autotutela dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica da far valere presso gli uffici della Regione. Solo l’intervento (8) della provincia, nella figura dell’assessore alla politiche dell'ambiente e del territorio, dei tecnici dell’ARPA, dei responsabili della discarica e dei rappresentanti degli enti comunali, è riuscito a fare chiarezza e prendere decisioni per il futuro. Un tavolo tecnico si premurerà di analizzare i dati e concertare futuri interventi di prevenzione. Inoltre, sarà l’occasione per analizzare per la prima volta un parametro che richiede competenze parecchio specializzate: la puzza. Gli abitanti di Misterbianco da anni accusano tale problematica trovandosi a ridosso dell’impianto (circa 800 metri in linea d’aria). Dall’altra parte, il comune di Motta Sant’Anastasia è interessato marginalmente da tali fenomeni (in qualche caso la zona nord-est) ma vi è la preoccupazione che l’eventuale ampliamento verso il centro abitato possa peggiorare la situazione.
Vale la pena ricordare che la localizzazione della discarica sul territorio mottese ha fruttato nell’ultimo anno oltre due milioni di euro, somma trattenuta dalla Regione ed erogata al comune sotto forma di fondi royalties vincolati alla realizzazione esclusiva di opere di mitigazione ambientale.
Rimane perciò aperta la “questione discarica”, almeno fin quando non si avranno rassicurazioni in merito alle ripercussioni sulla salubrità dell’aria, fermo restando da parte dei cittadini un netto “no” all’ampliamento. A tale proposito viene auspicata l’istituzione di un’area di interesse naturalistico che possa ricomprendere l’intera vallata dei Sieli e, quindi, bloccare la discarica. Il PTP si occupa di quelli che vengono definiti siti di interesse naturalistico e sottoposti a diversi vincoli secondo la loro natura giuridica. Nello specifico si distingue tra: parchi (es. Parco dell’Etna), riserve, siti di interesse comunitario, zone di protezione speciale e parchi urbani e suburbani.
Sebbene si susseguano le notizie (9) dell’istituzione di un non meglio specificato “Parco dei Sieli”, non vi sono riferimenti nella documentazione del PTP. Per il momento le zone interessate vessano in stato di totale incuria, tra la discarica di contrada Tiritì e quelle abusive, tra depuratori rotti e canali fognari a cielo aperto.
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Sistema collinare dei Sieli ripresi dal satellite. Si possono leggere ed individuare le brulle colline frammiste ad impianti di smaltimento rifiuti e cave di argilla. Fonte: Google Map. |
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Linee strategiche d’azione in campo ambientale. Fonte: PTP. |
In ambito economico il PTP (schema di massima del 2004) contiene un’interessante lettura dei fenomeni che interessano la provincia nel suo complesso, ma senza scendere in ambito locale-comunale. Il documento non contiene, però, le modificazioni subite dal territorio a seguito della nascita dei nuovi centri-distretti commerciali: modifiche alla strutture geopolitiche e geoeconomiche di primaria importanza. Motta Sant’Anastasia è stata pesantemente coinvolta da queste mutazioni e pertanto non è difficile affermare che il PTP, così come attualmente disponibile, non è uno strumento di particolare rilievo ai fini dell’analisi territoriale-economica dell’area e, quindi, ai fini dei nostri studi. Vale la pena scorrere rapidamente alcune delle linee strategiche d’azione per singoli settori d’intervento:
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Linee strategiche di intervento in campo economico. Fonte: PTP, schema di massima 2004. |
1) AAVV, “Piano Territoriale Provinciale Di Catania”, Provincia regionale di Catania, Pianificazione Territoriale, ultima consultazione 26/10/2011.
AAVV, “Pianificazione Paesaggistica della Regione Siciliana, Piani Paesaggistici non vigenti: Catania”,
Regione Siciliana, Assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana, ultima consultazione 26/10/2011.
2) AAVV, “Piano Territoriale Provinciale Di Catania”, ibidem.
3) AAVV, “Snodo della piattaforma transnazionale Tirreno-jonica”, Provincia regionale di Catania, Progetto Territorio, ultima consultazione 26/10/2011.
4) Scarpinato Marco, “La Città del Levante”, Uruk, Overview on architecture, n.1, ottobre 2010, pp. 4-5, 12-13, 28-29.
5) AAVV, “Piano Territoriale Provinciale Di Catania”, ibidem.
6) AAVV, “Decreto 4 luglio 2000, Piano Straordinario per l’Assetto Idrogeologico”, Regione Sicilia, Gazzetta Ufficiale, ultima consultazione 31/10/2011.
7) Schillagi Carmelo Cesare, “La discarica al Consiglio Comunale - Aggiornamento #1”, Motta Sant’Anastasia - Blog, ultima consultazione 31/10/2011.
8) Schillagi Carmelo Cesare, “Incontro sulla Discarica con: ARPA, Oikos, Provincia, Comuni”, Motta Sant’Anastasia - Blog, ultima consultazione 31/10/2011.
9) Durante una visita (2009) alla sede della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Catania è stato possibile osservare una mappatura digitale del eventuale area soggetta a vincolo della valle dei Sieli. In una relazione pubblica di fine 2011 è stata presentata dal Comune il progetto di inserimento della valle dei Sieli in un futuro ed eventuale “Parco della Valle del Simeto”. Per approfondimenti vedi Cicciarella Giorgio,“Il Parco della Valle del Simeto: emergenze e perimetrazione”, La Sicilia, edizione catanese, 26 Novembre 2011, Catania , pagina 43.
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Approfondimento tesi - post pubblicati:
-INQUADRAMENTO SOCIO-TERRITORIALE
----- Territorio
----- Urbanistica del comprensorio mottese
----- Urbanistica di Motta
----- Cultura e Turismo
-- Strumenti Urbanistici
--- Piano Territoriale Paesistico Regionale
--- Piano Territoriale Provinciale
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